Week#1

The site

We finally arrived on Monday 27 at Abetenim Arts Village! We met the people living here, watching together to the match England-Island! The day after we checked the sorroundings in the morning and we were introduced to the chief of the village, as custom here, giving him a gift from Italy, a small music instrument called Ocarina, made of clay in a unique piece, by a local craftman nearby Bologna. We now officially have the permission to visit the Village and be part of this wonderful community. 

We have tried to understand the living conditions and issues related to earth buildings, which are the most part here. We also had the chance to test the nighlife at the local pub, with palm liquor loud music and many many children.

Thursday 30, the site is decided! Discussing with Frank, he suggests to place the new project next to the Kente house, to create the training area within the village. We then started to clean the site from vegetation and dig it until the hard soil. We met the skilled workers that are going to work with us and we checked the materials prices at the store at Juaben. It’s time to take decision, and we are desing along with the welder a metal formwork for the rammed walls, attempting to improve this technique, to be used by the whole community. Also the plan has to be designed with new measures and we are trying to bring existing artistic activities within the common area, such as the clay stoves production made by a guy just here a the site. In fact he might really need a new proper working space where to continue his apprenticeship and teach others in the future. 

On Sunday the village becomes very loud because of the six churches, each one playing and singing with drums! We were welcomed again by the methodist community and we really enjoy the time! 

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una cena per la casa delle arti

L’affluenza al terzo evento di raccolta fondi per eARThouse ha superato ogni aspettativa!
Quasi 90 persone hanno partecipato alla cena organizzata presso i locali del circolo ACLI di Roncitelli, che ha permesso di raccogliere 1400€ ed arrivare così a pochi passi dalla copertura dell’intero costo di costruzione!!!

VOI!!!!
VOI!!!!

Con lo stupore dei più, il contest culinario ha visto la vincita del menu firmato Nonna Giosiana, anche se nessuno ha poi saputo resistere al bis di lasagna tradizionale offerto da nonna Erina che ha conquistato tutti non solo con la qualità ma anche con le quantità!
Mamma Erica ha dato il massimo con verdure e contorni e Mamma Fabiola insieme ad altri pasticceri volontari hanno allestito un buffet di dolci a dir poco abbondante.

volantino ronci dj
il menu
buffet di dolci frutto del lavoro di mamme, nonne e amici
buffet di dolci frutto del lavoro di mamme, nonne e amici

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ringraziamo anche Luca e Daniele del circolo ACLI oltre a Giovanni Zampini e il Mancio per averci aiutato nel reperire tutta l’attrezzatura necessaria e nella logistica.
Ringraziamo Tocio e la mamma Daniela rispettivamente per la cottura e la fornitura di suino di prima qualità per tutti i sostenitori della tradizione marchigiana.
Ringraziamo SKYHERO e CONAD Dj per l’incredibile performance after-dinner che ci ha fatto rivivere i più grandi momenti della musica dance dei tempi che furono con il supporto di SG service che ha fornito un impianto luci e audio invidiabile.
A CONAD Dj va un ringraziamento speciale per il ruolo fuori programma, ma svolto da fuoriclasse, di presentatore della ruota della fortuna, che, come al solito, si riconferma un classico intramontabile e garanzia di grandi emozioni.

presentazione finale del progetto
presentazione finale del progetto
composizione libera con fiori e mattoni in terra cruda. attacco d'arte n.1 di mamma Erica
composizione libera con fiori e mattoni in terra cruda. attacco d’arte di mamma Erica

Infine un grazie speciale va a tutti coloro che hanno partecipato ed hanno reso possibile questo evento dandoci il giusto slancio verso il termine della raccolta fondi di eARThouse2016.

Grazie da tutti noi di LOAD!

 

 

 

 

Conoscendo le nostre radici | Getting to know our roots

                                                                                    |ITA| |English below|

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Vista del fronte ed ingresso

Nel documentarci sulle tecniche costruttive in terra, una visita agli esempi presenti nel nostro territorio è doveroso.
Qualche giorno fa abbiamo visitato un interessante esempio di una tipologia costruttiva “povera”, tipica delle campagne marchigiane. Costruita agli inizi del novecento ed abitata sino alla metà del secolo, è stata successivamente acquistata e ristrutturata dal Comune. Il restauro della Casa di terra e di paglia, già Santini-Perlini, acquisita nel 1979 dall’Amministrazione comunale, rappresenta il primo intervento pubblico nelle Marche, se non addirittura in Italia, volto al recupero di un manufatto in terra cruda.

Dettaglio della struttura di copertura in legno incannucciato e coppi.

Tale esperienza è stata preceduta da una campagna di catalogazione condotta tra il 1979 e il 1980 e dalla consultazione di una ricca bibliografia sulle costruzioni in terra, finalizzate alla formale tutela dell’edificio che, con Decreto Ministeriale del 29/11/1982, è stato riconosciuto di particolare interesse in quanto “manufatto risalente ai primi del ‘900 d’interesse etnografico in cui invenzione umana e condizionamento naturale, documentano l’impiego di un’antichissima tecnica costruttiva che ha presieduto alla formazione dei primi insediamenti rurali, integro nella sua tipologia d’impianto e di grande importanza per lo studio e per l’evolversi di un tipo edilizio legato alla cultura contadina. Abitazione rurale tipica chiamata con il nome di “atterrato”, rappresenta uno dei pochissimi esempi rimasti nelle Marche centro-settentrionali”.

 

 

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Vista interna del soggiorno e focolare

Il recupero della Casa di Terra di Ostra Vetere, attuato con due distinti interventi, tra il 1988/89 ed il 1991/92, si è rilevata una formidabile fonte di conoscenza, una miniera di acquisizioni oltre che l’occasione di riproporre e, per certi aspetti, anche re-inventare, un sistema costruttivo antico quanto l’uomo, ma di cui si erano in parte perdute le pratiche modalità esecutive.
Lo stato di conservazione dell’edificio al momento dell’avvio dei lavori ha, infatti, comportato la parziale ricostruzione di oltre un terzo del suo volume complessivo (corrispondente alla parte retrostante ove era ubicata la stalla e, al piano superiore, una delle camere da letto) che risultava crollata e quindi irrimediabilmente perduta.

 

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Vista interna della cucina

Con il supporto del rilievo grafico, eseguito nel maggio del 1989 nell’ambito di una specifica ricerca, l’immobile è stato quindi riproposto non solo nelle sue originarie forme e dimensioni geometriche, ma anche nell’intrinseca tipologia costruttiva che si sostanzia in un basamento in mattoni di laterizio cotto, posti leggermente “a scarpa”, e stati sovrapposti, dell’altezza di circa 25/30 centimetri, di un impasto di terreno argilloso cavato in sito con l’aggiunta di paglia rigorosamente proveniente da stalla.

Quest’ultimo particolare, il quale apparentemente sembra solo evidenziare un contesto socio-economico d’estrema indigenza, in realtà attesta anche un’istintiva capacità di risolvere con mezzi poveri, peraltro gli unici disponibili, vari problemi di natura statica e tecnico-costruttiva; basti pensare che i residui organici presenti nella paglia fungevano da ritardante dei tempi di essiccamento della malta costituente la struttura.
La scrupolosa applicazione dei canoni propri di tale tipologia edilizia (solai di copertura ed intermedio estremamente leggeri realizzati con travi e correnti di legno e soprastante pianellato posato “a secco”; vani di porte e finestre di ridotte dimensioni architravate con tavole lignee di

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Retro e giardino con chiara visione del basamento in laterizio

lunghezza pari a circa il doppio della luce libera; sporto del tetto, in canne palustri, molto aggettante per assicurare la protezione dalla pioggia, al pari dell’intonaco esterno a calce) oltre a
segnare il recupero secondo criteri meramente scientifici e conservativi di tale bene culturale, ha confermato la validità di un sistema costruttivo ove grande rilievo assumono le capacità d’intuizione e la genialità dell’uomo.

fonte: www.ostravetere.com

 

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View of the front and entrace


|ENG|
Trying to get confident with earth building techniques, a visit to the examples in our area is a must.
Few days ago we visited an interesting example of a “poor” type of construction, typical of the Marche region countryside. Built in the early twentieth century and inhabited until the middle of the century, it was later bought and restored by the municipality of Ostra Vetere.
The restoration of the raw earth house, already Santini-Perlini, acquired in 1979 by the municipality, is the first public intervention in the Marche region, if not in Italy, aimed at recovering an artifact in raw earth.

Detail of the roof structure in wood straw and bent tiles

This experience was preceded by a cataloging campaign held between 1979 and 1980 and the consultation of a rich bibliography on construction themes, aimed at the formal protection of the building that, by Ministerial Decree of 11/29/1982, got its particularly important interest recognized as “artifact from the early ‘900 of ethnographic interest in which human and natural conditioning invention, documenting the use of an ancient building technique that presided over the formation of the first rural settlements, intact in its type of system and of great importance for the study and for the development of a type of building linked to the peasant culture. Typical country cottage called by the name of “atterrato” (from the Italian “terra” for earth), is one of the few remaining examples in the central and northern Marche “.

 

 

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View of living and fireplace

The recovery of the Ostra Vetere Earth House, implemented with two different interventions, between 1988/89 and 1991/92, ended up being a wonderful source of knowledge, a wealth of acquisitions as well as the opportunity to propose and, in some aspects, even re-invent an ancient building system than man, but they had partly lost their practical implementation practices.
The state of conservation of the building at the start of the work has, in fact, resulted in the partial reconstruction of more than a third of its total volume (corresponding to the rear of where the stable was and, on the top floor was located, one of the bedrooms) that resulted collapsed and then irretrievably lost.

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View of the kitchen

With the support of graphic relief, executed in May 1989 as part of a specific research, the
property was then revived not only in its original form and geometric dimensions, but also in the intrinsic type of construction that is embodied in a stand in fired clay bricks, places slightly “shoe”, and were stacked, the height of about 25-30 centimeters, of a mixture of clay soil dug in the site with the addition of strictly coming from the stable straw.

This last detail, which apparently seems to only highlight a socio-economic context of extreme poverty, actually attests an instinctive ability to solve with poor means, however, the only ones available, various static problems and structural engineering; just think that the organic residues present in the straw acted as a retarder of drying times of the constituent mortar structure.
The strict enforcement of its canons of this building type (covering floors and extremely light intermediate made with wooden beams and currents and above pianellato placed “dry”; the small door and window lintels rooms with wooden boards in length

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View of the backside and the garden with clear vision of bricks base

equal to about twice the clearance, transport of the roof, in reeds, very projecting to provide protection from the rain, like the plaster exterior lime) as well as scoring the recovery according to a purely scientific and conservative criteria of such cultural property, it has confirmed the validity of a construction system where great importance, taking the capacity of intuition and the genius of man.

Source: www.ostravetere.com

 

 

 

 

 

The Jouyful Gospel Ensamble per eARThouse

|ITA|   |English below|
Grande successo, tanto sperato quanto inaspettato, per il primo evento di raccolta fondi di LOAD per eARThouse 2016 tenutosi la scorsa domenica 20 marzo presso la chiesa di Minerbio (BO).
Stando all’usuale capienza della chiesa, oltre 200 persone hanno assistito alla formidabile performance degli oltre 40 membri del coro che non hanno deluso le aspettative create dalla loro fama ormai più che consolidata.
Una performance che ha unito musica, proiezioni e letture combinate in modo ammirevole ed efficace, trasmettendo nel migliore dei modi il messaggio della cristianità.
Rivolgiamo un grande ringraziamento a tutti i membri del coro che ancora una volta si sono espressi in un gesto di immenso altruismo e fiducia sostenendo, questa volta, il nostro progetto, un progetto di cui fino a poco tempo ignoravano l’esistenza, ma un progetto in cui hanno creduto e che hanno sostenuto con il loro tempo, la loro passione e non ultimo la loro fede.
Grazie a tutti coloro che hanno partecipato all’evento eARThouse ha finalmente le sue fondamenta!
La cifra raccolta, che ammonta a 1700€, permetterà infatti di coprire interamente il costo preventivato per i lavori di sbancamento, consolidamento e realizzazione delle fondazioni oltre che proseguire con la realizzazione del primo settore di murature.

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Ringraziamo anche tutte le famiglie dei membri di LOAD, ed in particolare la famiglia di Sara che ha messo in atto una campagna pubblicitaria invidiabile e ultimo ma non ultimo grazie a Linda Bonzagni che non ha perso l’occasione per dimostrare le sue doti di fotografa.

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Great success, so hoped as unexpected, for the first LOAD fundraising event for eARThouse 2016 held last Sunday, March 20 at the church of Minerbio (BO).
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eARThouse_first steps into reality

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NEA ONNIM NO SUA A, OHU (“Colui che non conosce può sapere imparando”). Nel linguaggio twi significa la continua ricerca della conoscenza. E’ l’essenza della saggezza. Questo aspetto dell’apprendimento può essere visto come qualcosa che si svolge su base continuativa da nostre interazioni quotidiane con gli altri e con il mondo che ci circonda.

Il concetto della formazione permanente è intessuto nella vita politica, economica, spirituale e fisica. Il sistema di apprendimento e lo sviluppo di comunità più ampie hanno incoraggiato le persone a cercarsi un’attività retribuita, ad essere più sicuri di sé e ad inculcare costantemente i valori fondamentali della tolleranza, la comprensione, la cooperazione, la giustizia e l’uguaglianza. In altre parole prevede lo sviluppo completo di tutti.

eARThouse è tutto questo e speriamo che sarà molto di più !!

|ENG|
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